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maggio 1997: "I postulati sui quali poggia la mia visione del business sono 2: - niente è più qualificante della capacità di comunicare con il cliente per instaurare relazioni valide e durature; attuare ciò vuol dire far diventare l'apparato commerciale parte proattiva del rapporto approfondendo la relazione e personalizzandola (crm e 1to1 marketing), anticipando i bisogni del cliente, monitorando (e registrando su adeguati supporti informatici) i contatti attivi e passivi intervenuti, ed infine condividendo la conoscenza acquisita con tutti i collaboratori - L'information e communication technology non può essere considerata un semplice strumento al servizio dell'azienda, ma uno stimolo irrinunciabile verso la continua ricerca ed aggiornamento (learning organization). Oggi è un must utilizzare tali strumenti per creare e/o consolidare il vantaggio competitivo"
Mi piace oggi definirmi un visionario, uno che cerca di intuire l'evoluzione del business per poter inventare e non copiare: colui che nella prassi consolidata anglosassone verrebbe definito operativamente un innovation manager. Una persona che vorrebbe non si agisca da spettatori ma da protagonisti, in ogni ruolo e contesto aziendale. Ognuno lo può e lo deve essere per amare sè ed il proprio lavoro.
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