La tutela della privacy e le tecniche di 1to1 marketing - Gennaio 2000
Il fatto: nel mese di Novembre 1999 TRUST, la società garante per la privacy negli USA, ha chiesto legalmente di multare per un valore di 500 milioni di dollari la Real Networks Inc. Il software RealJukebox da quest'ultima prodotto, che viene installato per ascoltare e registrare brani musicali sul pc, monitorava segretamente le abitudini e le preferenze musicali dei suoi utilizzatori. Tale software continuamente trasmetteva via internet queste informazioni personali alla società produttrice senza che gli utilizzatori ne fossero a conoscenza. Real Networks si è difesa dicendo che i dati ricavati venivano unicamente raccolti a fini statistici, ma TRUST mise al bando tale software evidenziando che negli archivi informatici della società erano legati il nome della persona con le sue abitudini e preferenze. Real Networks è stata costretta a modificare il suo software eliminando la registrazione del nome dell'utilizzatore.
Non casualmente abbiamo ritenuto opportuno dedicare la prima Newsletter dell'anno 2000 al tema della "TUTELA DELLA PRIVACY"; riteniamo infatti tale aspetto decisivo per lo sviluppo comunicazionale sul web. La diffusione di comunicazioni di direct marketing combinata con
1- lo sviluppo inarrestabile di personal computers ed accessi ad internet nelle abitazioni private e
2- la disponibilità sempre minore di banche dati affidabili ed a costi contenuti (per i riflessi della legge sulla privacy)
stanno generando un fenomeno di gigantesche proporzioni non ancora inquadrato dai media e dal Garante per la Privacy: esso consiste nella possibilità di reperire indirizzi di posta elettronica e poter generare, in modo automatico e ad un costo contatto decine di volte inferiore a quello di un usuale mailing o di un fax, contatti con una frequenza allarmante. Gli addetti allo smistamento della posta elettronica nelle grandi e medie aziende (sebbene parzialmente aiutati da strumenti di cestinamento automatico delle emails ricevute) già oggi sono subissati da comunicazioni contrarie alle regole del world wide web (la cosiddetta Netiquette), da comunicazioni indesiderate e talvolta incomprensibili; le ore perse settimanalmente per gestire questa mole di contatti crescono sempre di più. Altro pericolo che sta piombando su internet è la spregiudicatezza commerciale di pseudo-uomini di marketing che, per il bassissimo costo contatto, sono disposti a cercare database di indirizzi di posta elettronica (purtroppo già disponibili) ed a diffondere messaggi commerciali anche se con bassissime redemptions ed assolutamente in violazione della Netiquette. Il primo consiglio che ci sentiamo di dare alle aziende è purtroppo (purtroppo perchè esso pare contrario alla regola generale di marketing che vorrebbe facilitare il contatto con l'azienda) quello di evitare di pubblicizzare i propri indirizzi di posta elettronica all'interno di media non veicolati solo sui propri targets (il sito web ad esempio).
Il marketing 1to1 che Screening Vi propone richiede all'azienda di raccogliere informazioni sempre più sensibili sui propri clienti, per accrescere il livello di conoscenza sulle sue abitudini e sulle sue preferenze e costruire quella curva di apprendimento che lo fidelizza e che, dal medio termine, da quel servizio aggiuntivo che addirittura rende il cliente meno sensibile alle differenze di prezzo con prodotti concorrenziali. Tale completezza di dati, se da un lato si giustifica nel rapporto consolidato e nel tentativo di dare un servizio sempre più personalizzato, dall'altro impone all'azienda che lo adotta di redigere una carta dei diritti sulla privacy da far visionare ad ogni cliente; tale carta:
1- mette il cliente a conoscenza dei metodi di archiviazione e dell'utilizzo che l'azienda farà di queste informazioni
2- chiede il consenso per la raccolta di tali notizie e
3- lo informa sulla possibilità a lui concessa di revocare tale consenso