Il carpentiere - Luglio 2000

“Un vecchio artigiano carpentiere era vicino al pensionamento.

Egli comunicò alla persona che gli assegnava i lavori in appalto la sua volontà di godersi la moglie e la famiglia. Quest’ultima persona era profondamente dispiaciuto di sapere che uno dei suoi migliori collaboratori avrebbe cessato di lavorare per lui e gli chiese, come un favore personale, se poteva costruirgli un’ultima casa.

Il carpentiere acconsentì, ma in breve tempo si rese conto che il suo cuore aveva già lasciato il lavoro: utilizzò personale inadeguato e materiale di qualità inferiore. Quando il carpentiere finì il lavoro l’appaltante venne a verificare il lavoro eseguito e diede al carpentiere le chiavi dicendogli che questa casa voleva essere un regalo di ringraziamento per tutti i lavori che aveva egregiamente svolto per lui.

Che shock per il carpentiere!

Se avesse solo saputo che stava costruendo la sua casa l’avrebbe fatta in un modo completamente diverso. Ora egli sarebbe stato costretto a vivere in una casa costruita solo con sufficienza.

La stessa cosa accade a tutti noi. Costruiamo spesso le nostre vite con sufficienza, reagendo anziché agendo, e spesso dando il minimo anziché il massimo.

Nei momenti più importanti della nostra carriera spesso non diamo tutti noi stessi ma, ancor più spesso, non siamo in grado di riconoscere tali momenti. Poi nei momenti di riflessione guardiamo indietro alla situazione che abbiamo creato e capiamo di trovarci a vivere nella casa che ci siamo costruiti. Se avessimo pensato con più attenzione a ciò, l’avremmo costruita in un altro modo.

Pensiamo a noi stessi come al carpentiere. E pensiamo alla nostra casa. Ogni giorno picchiamo un chiodo, sistemiamo un’asse o alziamo una parete. Dobbiamo costruire la nostra vita con tanta saggezza e molte riflessioni.

Questa infatti è l’unica vita che ci stiamo costruendo. E solo pensando ad ogni giorno che vivremo, quel giorno merita di essere vissuto con grazia e dignità.” In che modo potremmo spiegare questo concetto più chiaramente?

La nostra vita oggi è il risultato dei nostri comportamenti e delle nostre scelte del passato. La nostra vita domani sarà il risultato dei nostri comportamenti e delle nostre scelte di oggi. Credo nessuno di noi possa dire che tutte le nostre scelte sono state assunte sulla base di un progetto preciso; credo però che riflessioni a medio-lungo termine come queste dovrebbero impegnare parte del nostro tempo, purtroppo troppo spesso impegnato a risolvere il quotidiano.